This shoe designer doesn't have clients; he has disciples.
C’era una volta un’isola delle Canarie che il 27 Novembre 1942 vide nascere quello che oggi per tutti noi è un vero e proprio mito, Manolo Blahnik; nonostante le origini di suo padre fossero ben lontane da Santa Cruz De La Palma egli rimase lì, a sognare un futuro diverso mentre diventava un ragazzo coraggioso e talentuoso. Crescendo iniziò a sentirsi stretto nella piantagione di banane in cui viveva, così nel 1965 partì per studiare letteratura in Svizzera. Forse già sapeva che quando l’arte ti chiama non puoi esimerti dal rispondere, così pochi anni dopo si trasferì a Parigi.
La capitale francese con il suo stile di vita e con le sue donne sempre molto attente al look lo ispirò: Manolo aveva trovato la sua strada, che risponde ad un indirizzo di Londra, quello del suo primo negozio. Chissà se quando rilevò Zapata, a Chelsea, si immaginava che nel giro di qualche anno sarebbe diventato una celebrità internazionale!
Il suo nome inizia a farsi conoscere quando le sue creazioni iniziano ad essere indossate dalle star di tutto il mondo sui red carpet degli eventi più mondani e di richiamo. Celebre è la frase di Madonna: “un paio di Manolos è meglio del sesso, anche perché dura di più”. In Italia Mr B. è diventato conosciuto anche grazie al telefilm “Sex and the City”: le scarpe diventano parte integrante delle vicende della protagonista, Carrie Bradshaw, in più di una puntata, e se avete visto il film uscito un mese fa sapete già il ruolo che le Something Blue ricoprono.
Dalla puntata in cui Carrie, nel guardaroba di Vogue, si trova davanti alle Mary-Jane di vernice nera che lei stessa definisce uno “shoe myth” a quella in cui acquista dei deliziosi sabot con cui spera di fare colpo su Natasha, moglie del suo grande amore Mr. Big, passando per gli episodi in cui le vengono rubate le scarpe in una rapina-fashion prima, e ad una festa newyorkese dopo.
Pensare che Manolo Blahnik sia chi è oggi grazie al telefilm è riduttivo e non rende giustizia allo spirito di un uomo capace di presentare una scarpa in vernice rosa effetto nuvola accompagnata da un sandalo borchiato nato da una chiara ispirazione al mondo fetish.
Nel 2006 un’altra sua illustre fan, Sofia Coppola, gli chiede di realizzare tutte le scarpe per il film Marie Antoinette: tra pizzi, parrucche, dolci e feste chi non ha notato le deliziose scarpine che Kirsten Dunst indossava?
Splendide, sensuali, altissime…ma comode: queste sono le Manolos. Già, comode: difficile crederci, ma Mr B. non ha soltanto un talento innato a livello artistico, ma ama la precisione, così da qualche anno si fa affiancare da un ingegnere aeronautico che lo aiuta a bilanciare l’altezza dei tacchi, lo spessore degli stessi, rendendo le sue scarpe un Paradiso in cui camminare senza soffrire.
Quando le donne mi fanno delle domande sui tacchi, rispondo: “Provateli. E se non ne cogliete la magia, rimanete con le Reebok” (Manolo Blahnik, In style, 1998).