In questi giorni di vacanza tra relax, grandi mangiate e serate psichedeliche non ho avuto molto tempo per pensare a cosa postare, ma siccome non mi piace lasciare il blog fermo troppo a lungo oggi ho pensato di sfruttare un argomento di discussione delle mie ultime email per creare una specie di manifesto di Shoegal.
Tra le tante mail che ricevo spesso mi arrivano offerte più o meno educate: quelle "meno" non vengono neanche lette, mentre alle altre mi fa sempre piacere rispondere; se poi da questo si viene a creare uno scambio più continuativo di email tanto meglio.
L'argomento "taboo" nell'ultimo caso specifico erano i sandali Caovilla rosa del post poco prima di Natale: un affezionato lettore si è offerto di regalarmeli.

Secondo voi cosa ho fatto?
Ho rifiutato l'offerta, ringraziando naturalmente il mio fan perchè non è da tutti proporsi con così tanto coraggio e dedizione; il discorso clou sta proprio nella mia risposta. La stessa offerta mi era stata fatta anche da un amico "reale", nel senso che lui appartiene già alla mia vita fuori da Splinder. Anche in quel caso la risposta era stata un rifiuto, tra l'altro avevo già la busta rossa in mano! Parlandone con un'amica ho ottenuto, in entrambi i casi questa reazione: "ma sei pazza? Sono i sandali che volevi, se te li regalano è solo un bene, investirai i tuoi soldi in un altro paio di Caovilla, no?".
Quindi si tende a relegare tutto a una semplice questione numerica: più sandali Caovilla (in questo caso, ma anche Zanotti, Cavalli, nessuno...) hai, meglio vivrai. Posso anche accettare questa semplificazione però è lontana dal mio modo di vedere un sandalo così importante, come anche un sandalo meno particolare. Nessuna scarpa è un numero, neanche le decolletè nere da "lavoro", o quelle beige che adoro ma che mi massacrano i piedi appena le metto.
Per me le scarpe sono come dei souvenir: c'è chi colleziona bigliettini di musei, fotografie, palline con la neve dentro. Io preferisco le scarpe; così quando viaggio preferisco trovare posto in valigia per una scatola piuttosto che per tante piccole cose "turistiche". E mi piace anche spendere determinate cifre per celebrare episodi unici della mia vita: la laurea, un lavoro inaspettato che mi ha permesso di spendere di più, il mio compleanno, e così via. Trovarmi quei particolari sandali tra le mani senza aver fatto sforzi particolari non sarebbe giusto nè verso me stessa nè verso chi me li regala aspettandosi qualcosa in cambio (parlo di sensazioni, non di atti fisici, si parla dei tipi "educati").
E ancora, dato da non sottovalutare, per quanto mi riguarda una scarpa è qualcosa di intimo: viene messo in mostra in continuazione, ma per me resta uno di quegli accessori che comprerei solo con l'amica fidata, il partner o chiunque la veda come me e mi conosca davvero. Non con la mamma, per capirsi. Credo che questa visione sia solo mia, ma per me ogni nuovo acquisto è un rito da condividere con chi ne capisce il senso per me, quindi di conseguenza con chi mi conosce bene. Mai potrei nemmeno cedere le mie scarpe, altra richiesta comune. "Non le metti più, dalle a me" "sono vecchie e rovinate, che le tieni a fare?". E i miei ricordi!? Magari un giorno non avrò più spazio, ma è possibile non trovarne per un bel ricordo?
In conclusione quindi non voglio smontare i sogni di gloria di eventuali fan, ma io davvero non sono qui per ricevere nulla, se non il vostro affetto virtuale: scrivetemi, proponetemi argomenti di discussione, ma se volete farmi davvero contenta non offritevi di regalarmi un sandalo che accetterei solo da un eventuale compagno (oltre che da me stessa; a questo proposito...stay tuned), mandatemi solo le foto... magari vi terrò presenti nella prossima spesa pazza, come "suggeritori" di idee!