Ho trovato questo video sulla cura dei piedi, e ho pensato di postarlo visto che a breve i sandali aperti verranno chiusi nelle scarpiere e sostituiti da decolletè e stivali che possono risultare "dolorosi". Se d'estate i piedi vengono coccolati perchè "esposti" in inverno è necessario continuare a prendersene cura, sempre e comunque.
Allora guardate il video,e già che ci siete leggete anche questi consigli...buona pedicure a tutti!
Una pedicure perfetta da fare a casa
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Immergi i piedi in una bacinella di acqua tiepida, aggiungendo una manciata di amido di riso.
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Dopo una decina di minuti procedi con il taglio delle unghie, avendo cura di tagliarle non eccessivamente per evitare che si possano incarnare.
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Usate la pietra pomice per eliminare le callosità che si possono formare sotto la pianta dei piedi.
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Per eliminare calli più piccoli, utilizzare creme esfolianti prima ed emollienti dopo.
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Massaggiate delicatamente il piede con creme idratanti.
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Stendete lo smalto protettivo ed infine (se lo desiderate) quello colorato.
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Quando rivolgersi all’estetista e quando al podologo?
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L'estetista si occupa essenzialmente della pedicure, deve perciò effettuare tutti quei trattamenti che aiutano a mantenere i piedi in buono stato e che migliorano l'aspetto estetico.
Non può effettuare nessun tipo di prestazione di carattere terapeutico.
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Il podologo è una professione sanitaria e la sua formazione è di tipo universitario.
Tratta tutti quelli che possono essere definiti problemi sanitari del piede come: calli o tilomi, unghie deformi etc.
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Curiosità:
Piede egizio, piede greco, piede romano
Sono tre denominazioni morfologiche di piedi, tre maniere di identificarli per la forma soprattutto delle loro dita. Perché chiamarli con nomi riferiti a dei popoli? Identificare delle popolazioni in base alla struttura morfologica dei loro piedi mi appariva quantomeno singolare, anche se altri esempi per altre parti del corpo esistono. Noi occidentali, cosiddetti bianchi, veniamo chiamati nasi grandi o nasi lunghi dai cinesi che li hanno più piccoli rispetto ai nostri. Incontreremo africani che, dal nord dell’Africa verso l’equatore, avranno i nasi sempre più larghi, in contrapposizione ai popoli nordici e agli eschimesi che hanno dei nasi minuscoli.
L’esigenza di avere un orifizio nasale piccolo permette all’aria di essere riscaldata prima di giungere ai polmoni, narici grandi permettono all’aria di essere umidificata.
Ma i romani non hanno mai avuto, strutturalmente in maniera così costante, piedi quadrati come la definizione li identifica, dicasi lo stesso per il piede greco con il suo secondo dito più lungo. Ho compiuto delle ricerche, studiando la scultura e la pittura antica di questi popoli, senza trovare, come supponevo, la benché minima prova che potesse avvalorare queste tesi. Perché allora nella bibliografia podologica si sono affermate queste definizioni morfologiche?
Consultando un’enciclopedia del mare per identificare i nomi dei venti da mettere in relazione alle direzioni dei Cinque Movimenti, notai che le forme delle vele degli egizi, dei greci e dei romani coincidevano perfettamente con le definizioni morfologiche dei piedi.
In nessun trattato di podologia, anatomia, chirurgia del piede ho trovato la spiegazione di questi termini, per cui ritengo che il primo che li ha utilizzati fosse anche un appassionato velista o storico.
Vela Egizia e Piede Egizio:


Vela Greca e Piede Greco:


Vela Romana e Piede Romano:


Fonti: Corriere.it; Riflessologia.it; Donneclick.it